
22-08-2010
La Fiat a tre operai
reintegrati da giudice
«Restate a casa»
La
Fiat ha inviato ai tre operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) licenziati
nel luglio scorso e reintegrati dal giudice del lavoro circa due settimane fa un
telegramma in cui ha comunicato loro che “non intende avvalersi delle loro
prestazioni”, invitandoli a non presentarsi in fabbrica, lunedì prossimo, 23
agosto, alla riapertura dello stabilimento dopo la pausa estiva.
continua
Le parti
saranno dinanzi al giudice il 6 ottobre
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22-08-2010
Il Lingotto riparte
ma senza Mirafiori e Pomigliano
Le
ricadute dello spin-off dell'auto, il cammino incerto del piano Fabbrica
Italia, il destino di Termini Imerese. Non mancano gli argomenti di
discussione per gli 82mila addetti del gruppo Fiat, tra operai e
impiegati, che domani tornano al lavoro dopo tre settimane di ferie.
Un ritorno per molti ma non per tutti, visto che le difficoltà di
mercato confermate dai dati di luglio (-26% per le immatricolazioni
auto) e previste fino alla fine dell'anno, impongono subito nuovi
periodi cassa integrazione.
Per restare all'auto, da
domani cancelli aperti per i 5.280 operai di Melfi, trainata dalle buone
performance di Grande Punto e Punto Evo.
continua
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22-08-2010
Nichi Vendola: «All'Italia
serve una politica industriale»
Il
racconto che io immagino rompe le porte blindate dell'economicismo. Produrre e
distribuire ricchezza, promuovere il benessere di tutti, coniugare economia ed
ecologia, trovare il giusto equilibrio tra profitto dell'impresa privata e
valorizzazione dei beni comuni». Nichi Vendola, il governatore della Puglia cui
piacciono i racconti, colui che ha deciso di sparigliare il centro-sinistra con
la sua candidatura alle primarie parla di economia, Fiat, tasse e crisi. «Il
dibattito dell'economia – dice – è asfittico e criptato, monopolizzato da
tecnocrati, lobbysti e moralisti a libro paga.
continua
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22-08-2010
Gli italiani pagano
più tasse dei tedeschi, ma ricevono servizi per oltre 1000 euro in meno
Su ciascun italiano
grava un peso tributario annuo (fatto di sole tasse, imposte e tributi)
pari in media a 7.350. Tra i principali Paesi europei certo i francesi
versano di più, una media di 7.438 euro allo Stato. Ma ricevono un
controvalore di servizi molto più consistente degli italiani: vengono
"ricompensati" infatti con una spesa sociale pro capite pari a 10.776
euro, mentre a noi italiani tra spese per la sanità, l'istruzione e la
protezione sociale si raggiungono appena i 8.023 euro: vale a dire 2.753
euro in meno della Francia. A fare i conti è la Cgia di Mestre.continua
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