La manovra economica del governo non piace. In tal senso la CGIL ha già fatto la prima mossa e ha proclamato lo sciopero nazionale per il 6 di settembre. Secondo il sindacato la manovra colpisce chi già paga le tasse e i lavoratori dipendenti mentre dovrebbe colpire chi evade, tassare le grandi ricchezze e soprattutto limitare i costi ormai insostenibili della politica italiana.
In una conferenza stampa tenutasi a Piazza Navona il segretario generale della CGIL Susanna Camusso ha dichiarato che quello che 6 settembre “è uno sciopero “per cambiare questa manovra, cancellare le norme che non vanno e cambiarne il segno sociale”.
“Il governo italiano è riuscito in un’operazione che sembrava impossibile, ha ricostruito una classe sociale compatta: la classe di coloro che pagano le tasse e che quindi si sobbarcheranno il peso delle manovre, quella di luglio e quella di agosto che, qualcuno se lo è dimenticato, si sommano e non si sovrappongono”. La manovra, a suo avviso, “non è solo profondamente ingiusta e sbagliata, ma è anche ideologica perché cerca di cambiare l’anima del paese cancellando il 1 Maggio, il 25 Aprile e il 2 Giugno che sono feste fondamentali”.















